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Finite la vacanze, si torna alla normalità e si riprende a vivere il quartiere

Mentre per noi adulti la fine delle vacanze e il ritorno alla normalità può causare stress da rientro, per il bambino piccolo ritrovare le proprie abitudini, la propria casa e il proprio quartiere è un momento molto piacevole.

Eh sì, come ben sanno le tagesmutter i bambini sono “bambini del villaggio“.

Fa parte della progettualità educativa della tagesmutter lo stare “fuori”, il vivere il proprio quartiere.

Infatti ricominceranno ad andare per strada, a leggere in biblioteca, a salutare i negozianti del quartiere, a giocare ai giardini pubblici e quando possibile ad usare i mezzi pubblici.

Riprenderanno le visite al mercato, luogo multicolore e multietnico dove si osserveranno i colori e le forme (quanti pesci differenti al banco dei pesci!) e incontreranno le persone del luogo.

Sono occasioni dove, in armonia con le famiglie, le tagesmutter mostrano ai bambini come ci si relaziona con le persone e con il proprio mondo a partire dal quartiere perché è proprio al ” villaggio” che bisogna prepararli.

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FLAVIA PERES – Milano (zona Rembrandt) 

Tagesmutter Domus® 173 dell’albo professionale – socia lavoratrice Baby360

A casa tages la giornata inizia presto: colazione veloce e poi uno sguardo fuori dalla finestra…sì, ottima giornata per uscire con i “miei” bambini!

Oggi poi è pure martedì, giorno di mercato: noi qui ci divertiamo molto a scegliere la frutta colorata per la merenda del pomeriggio, abbiamo persino la nostra bancarella di fiducia!

Bene, tutti sono presenti, iniziamo a vestirci ma…”tata, vitto uppa fuoli” (tata, ho visto una ruspa fuori) e ancora “tata, camion pattura” (tata, camion della spazzatura).

Qualcosa mi dice che i miei piani subiranno una variazione, ma il bello della flessibilità è proprio questo!

E allora la ciurma parte alla scoperta di schiacciasassi e betoniere, camion di raccolta della carta, vetro e plastica: cic ciac, frink frunk, bip bip…tutto questo chiasso li lascia letteralmente a bocca aperta, sorpresi ogni volta come fosse la prima.
Ok, bimbi, però la prossima volta si va a fare un po’ di spesa…”tata, io vitto lava brumme” (tata, io ho visto il lavaggio delle macchine) e già so chi deciderà anche domani!

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MARA BARRETTA – Monza 

Tagesmutter Domus® 214 dell’albo professionale – socia lavoratrice Baby360

“Settembre, andiamo. È tempo di migrare”.

No, non per noi che a settembre riprendiamo le nostre abitudini in città.

Settembre è, per tanti, l’inizio di un nuovo anno, è il mese in cui ci si ritrova dopo la lunga pausa estiva.

È bello tornare dai “vecchi” amici e conoscere i nuovi, è bello “sentirci nuovamente a casa”.

Il tempo a settembre è ancora molto buono e le uscite nel quartiere sono quasi d’obbligo in questo periodo.

Non perdiamo tempo quindi, su le scarpine, dentro al passeggino i piccoli e a piedi i più grandicelli!

Siamo pronti per compiere brevi viaggi per le strade intorno a casa.

Incontriamo nuovamente volti conosciuti, persone che ci salutano, nonni con cui scambiamo due parole e tanti sorrisi.

Ecco il mercatino giallo della Coldiretti, la badante straniera che cura la nonna dai capelli bianchi, gli autobus arancioni, il postino che distribuisce la posta ma, soprattutto, ecco la nostra panettiera!

Abbiamo un debole per lei!

Lei riconosce al volo i bambini “vecchi” dai “nuovi”, quelli che si sono appena inseriti.

Si informa subito sui nomi dei nuovi arrivati.

Ci saluta sempre pronunciando ogni singolo nome!

E’ bello andare da lei a comprare il pane ed è ancor più bello essere chiamati per nome!

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ILENIA DESSI’ – Milano (zona Adriano)

Tagesmutter Domus® 66 dell’albo professionale – socia lavoratrice Baby360

Ebbene sì… ogni anno a settembre i miei bimbi mi sorprendono, ci si aspetterebbe vista la tenera età che non ricordino niente e invece, ricordano sempre tutto… tutto della casa, abitudini, profumi, colori e ricordano molto bene anche quello che ci circonda fuori, all’esterno della casa.

Così quando propongo la prima passeggiata di settembre è subito felicità…con il loro ditino indicano subito la porta, le loro scarpine, il passeggino, la borsa dei giochi che ci accompagna nelle nostre passeggiate.

Giù in strada i loro occhi sembra che parlino, riconoscono il piccolo percorso che porta al parchetto, riconoscono il viale delle rose con il loro profumo e i primi alberi che ci accolgono nel parco… ed ecco davanti a noi la nostra collinetta a giugno la percorrevamo in braccio o col passeggino… oggi a piedi eh sì ormai siamo grandi!

Insieme a Viola mia figlia di 7 anni prendiamo per mano il piccolino e ci facciamo portare dove vuole lui, raccogliamo foglie, rametti, qualche fiorellino e tutto quello che ci offre il nostro parco.

Prendiamo poi i gessetti, compagni di tante passeggiate, e sorpresa…. se l’anno scorso erano il gioco dei travasi adesso scopriamo che lasciano sul pavimento dei piccoli tratti colorati…e qui inizia davvero una nuova avventura!

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GISELLA TAM – Sondrio 

Tagesmutter Domus® 363 dell’albo professionale – socia lavoratrice Baby360

Fare passeggiate nel quartiere è molto importante per tutti i bambini perché da un senso di appartenenza, di protezione, la sensazione che ovunque andranno quelle case e quelle strade saranno lì ad aspettarli.

Io e i bambini che frequentano la mia casa viviamo tutti nello stesso quartiere.

Passeggiare per le strade che portano alla Biblioteca, osservare le vigne cambiare con le stagioni e sentire nell’aria la vendemmia con i suoi profumi e i suoi moschini è tipico del nostro quartiere.

Ci sono tante cose che amo fare con i bimbi durante le passeggiate ma una, in particolare, l’ho scoperta proprio facendo la Tagesmutter.

Un giorno passando dal parco della Biblioteca che conduce alla Scuola Elementare ci siamo fermati con il passeggino ad osservare i murales dipinti dai bambini di fronte alla Scuola.

I miei bimbi erano molto interessati e osservavano curiosi personaggi e colori, così cominciai a dar vita al lupo vestito da pecora, alla sirena e al pifferaio raccontando loro favole e storielle.

I bambini indicavano un personaggio o un animale e io improvvisavo o prendevo spunto dalla favola dipinta.

Così sono nate le favole in passeggino che alle volte cambiano o si arricchiscono man mano che i bambini imparano a parlare.

Alla fine della favola ricordo loro che sono stati proprio i bambini di quella scuola a disegnarli per tutte le persone che passeggiano per il quartiere, e dico loro che forse un giorno frequenteranno quella stessa scuola che tanti anni fa era anche la mia.

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